Reboot … anche io posso (?!)

Un po’ di tempo fa mi ha incuriosito questo articolo su Medium di Wil Wheaton e così, semplicemente e pacificamente mi sono chiesto: perché non posso farlo anche io ?

Mi sono messo a fare una lista di cose che avrebbero contribuito a migliorare la mia vita, ed ecco cosa ne è venuto fuori, incrociando la lista di Wil:

  1. Arrabbiarmi di meno (al posto di Bere meno Birra)
    1. Non sono un gran bevitore, e non posso dire di dovermi impegnare a migliorare questa condizione. Invece sono un  ottimo esempio di irascibilità e su questo DEVO lavorare.
  2. Leggere di più
  3. Scrivere di più
    1. Vedete: sto già migliorando 🙂
  4. Code & Experiment (al posto di Guardare più films)
    1. Non è il mio “campo” … guardare films intendo. Preferisco cominciare a
      sperimentare 🙂 Ho due Raspberry pi, un altro in arrivo, un progetto in corso, un kit
      robot da scegliere … da dove comincio ?
  5. Mangiare meglio
  6. Dormire meglio
  7. Fare esercizio

A questo punto la lista è fatta. L’idea è di rivedere i punti periodicamente (nel mio caso “proviamo” con una volta al mese) e fare una auto-valutazione con dei punteggi da 0 a 10, facendo poi una media sul periodo.

Ready ? Steady ? Go !

 

Papà …

Mi piace moltissimo leggere, ho fatto fatica con questo libro, all’inizio mi sembrava davvero “troppo” deprimente. Non avevo capito nulla …

Prima di andare a letto ci sediamo intorno al camino e se gli chiediamo : Papà, raccontaci una storia, lui se ne inventa una su qualche persona del vicolo che ci porta in giro per il mondo, su nel cielo, giù nel mare e poi di nuovo nel vicolo. Nella storia hanno tutti quanti un colore diverso e è tutto alla rovescia. Le automobili e gli aeroplani vanno sott’acqua e i sottomarini volano nell’aria.Gli squali stanno seduti sugli alberi e i salmoni giganti se la spassano sulla luna con i canguri. Gli orsi polari lottano con gli elefanti in Australia e i pinguini insegnano come si suona la cornamusa agli zulù. Finita la storia Papà ci porta al piano di sopra e si inginocchia con noi mentre recitiamo le preghiere. Noi diciamo il Padre Nostro, tre Ave Maria, Dio benedica il Papa, Dio benedica la Mamma, Dio benedica la nostra sorellina e i nostri fratellini morti, Dio benecia l’Irlanda, Dio benedica De Valera e Dio benedica chiunque dia un lavoro a Papà. Lui dice: Andate a dormire bambini, perché Dio vi guarda e sa sempre se non avete fatto i bravi.

Io Penso che mio padre sia come la Santa Trinità e abbia dentro di sé tre persone: quello della mattina con il giornale, quella della sera con le storie e le preghiere e quella che la combina grossa, torna a casa con la puzza di whiskey e vuole che moriamo per l’Irlanda.

Quando la combina grossa, Papà mi fa intristire ma non posso abbandonarlo perché mio padre vero è quello della mattina e se fossimo in America potrei dirgli: Papà ti voglio bene, come dicono nei film cosa che invece qua a Limerick non si può fare perché ti riderebbero in faccia. E’ permesso dire che vuoi bene a Dio, ai neonati e ai cavalli vincenti ma tutto quello che non rientra in questi casi è segno che ti manca una rotella

Franck McCourt, Le ceneri di Angela

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